Iran: speranza di cambiamento

Da diverse settimane in Iran avvengono manifestazioni e cortei contrastati con la violenza dalla polizia Iraniana. L’Iran da anni vive una situazione economica infelice con un’alta inflazione e molta corruzione. Il paese è sotto regime dittatoriale e le rivolte del popolo sono soppresse con la forza. Durante gli ultimi cortei sono morti circa 52 civili. Tra tutte le manifestazioni degli ultimi anni queste sono le più persistenti e con maggiore adesione da parte della popolazione. Il 15 agosto 2022 il presidente Ebrahim Raisi ha firmato un decreto con un elenco di nuove e aggiornate restrizioni su come donne e ragazze devono vestirsi all’interno della comunità locale, incrementando le norme riguardanti appunto lo hijab e la castità, andando a inficiare su una normativa sempre più stringente che risale addirittura alla Rivoluzione islamica del 1979.

I cittadini, ed in particolare i giovani affamati di cambiamento, vogliono vedere il loro paese libero dalla dittatura, ma anche tra la popolazione iraniana non tutti sono d’accordo: durante i cortei i manifestanti gridano “Morte al dittatore!” mentre contemporaneamente si svolgono altre manifestazioni dove si grida “Giustiziate chi non indossa il velo!”. Il paese è in un conflitto che va oltre la politica, si sta cambiando il pensiero della gente. 

Dopo l’uccisione di Mahsa Amini, arrestata dalla polizia locale con l’accusa di aver indossato in modo poco consono il velo, sono divampate le rivolte. La polizia diffonde terrore mentre i cittadini diffondono il vento del cambiamento, ispirano riempiendo i polmoni di speranza e manifestano espirando forza per tutti gli Iraniani. Non è solo una questione di velo, di religione, di governo, si tratta della cultura dell’Iran, dei suoi valori. La libertà di una donna di indossare il velo perché lo sceglie. Non solo le donne hanno il compito di migliorare il loro paese ma tutte le persone. Ogni uomo, donna, cittadino deve lottare perché la libertà della vicina di casa è anche quella di mia sorella, quella di tutte le donne del mondo. Il cambiamento c’è e piano piano scava in un paese che da troppo tempo è stato statico nella paura.

                                                                                                              Eleonora 2C 

 

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