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Le radici hanno già sollevato i tuoi mattoni: ecco come rimediare

📅 9 Settembre 2026✍️ di Redazione Volter⏱️ 5 min di lettura

Cammini in giardino e inciampi su una lastra che prima era piatta. Guardi meglio e vedi che il bordo è sollevato di qualche centimetro, la ghiaia si è spostata, il cordolo ha una crepa netta. Sotto c’è una radice. È una situazione comune, e chi la affronta per la prima volta tende a fare due errori opposti: o taglia le radici senza pensarci, o rimanda tutto aspettando che il problema si sistemi da solo. Nessuna delle due funziona.

Perché le radici sollevano la pavimentazione?

Le radici di un albero crescono dove trovano acqua, ossigeno e spazio. Una pavimentazione compatta sopra di loro riduce l’ossigeno disponibile nel terreno e, paradossalmente, spinge le radici a muoversi in orizzontale a poca profondità, proprio nell’interfaccia tra suolo e fondo stradale, dove c’è ancora aria. Quando una radice trova uno spazio libero sotto una lastra, lo colonizza. Col tempo si ispessisce, e la lastra viene sollevata meccanicamente, come un cuneo.

Non è un comportamento aggressivo dell’albero: è la risposta normale a un suolo mal areato. Le specie con radici particolarmente superficiali — tiglio, pioppo, platano, fico — sono quelle che creano più problemi, ma nessun albero grande è esente se la pavimentazione è stata posata troppo vicina al fusto senza lasciare respiro al terreno sottostante.

Tagliare le radici è davvero pericoloso?

Dipende da quale radice, da quanta ne togli e da dove si trova rispetto al fusto. Le radici grosse vicine al tronco — di solito entro una distanza pari al doppio del diametro del fusto — non vanno toccate. Sono radici strutturali: servono all’ancoraggio dell’albero, non solo alla nutrizione. Tagliarle può destabilizzarlo, e un albero instabile in giardino è un rischio reale.

Le radici più lontane dal fusto, sottili, sono meno critiche: un taglio netto e ben eseguito, con uno strumento pulito, viene tollerato meglio. Ma anche qui vale la regola che i vivaisti applicano sempre: mai tagliare più di un terzo dell’apparato radicale in una sola volta, e mai farlo nei periodi di stress idrico o durante la stagione vegetativa piena, quando l’albero ha bisogno di tutto quello che ha.

Il vero problema è che, senza cambiare la pavimentazione o la gestione dello spazio intorno all’albero, le radici torneranno. Non nello stesso punto esatto, ma il meccanismo si ripeterà.

Quali soluzioni esistono davvero?

Non esiste una soluzione unica. Quello che funziona dipende da quanto è grande l’albero, da che tipo di pavimentazione hai e da quanto spazio libero c’è intorno al fusto.

Barriere antiradice. Sono pannelli in polietilene ad alta densità che si interrano verticalmente lungo il perimetro della pavimentazione. Deviamo la crescita radicale in profondità anziché in orizzontale. Funzionano bene in fase preventiva — quando stai posando una nuova pavimentazione vicino a un albero giovane — e abbastanza bene anche in fase correttiva, purché vengano installate a una distanza adeguata dal fusto. Il vivaista o l’arborista che le installa sa quanto profonde farle arrivare: dipende dalla specie.

Pavimentazioni drenanti o a elementi separati. Lastre tradizionali incollate su massetto sono il peggio che puoi mettere vicino a un albero: non lasciano passare aria né acqua, e le radici cercano la via di fuga laterale. Le pavimentazioni a elementi posati su sabbia o ghiaia, come cubetti autobloccanti o lastre su letto drenante, si sollevano prima ma si aggiustano più facilmente: togli, regoli il fondo, rimetti. Non stai in guerra con le radici, ti adatti a loro.

Cellule di crescita radicale. Sono strutture modulari in plastica resistente che si posano sotto la pavimentazione e creano una camera areata piena di terriccio dove le radici possono espandersi senza incontrare resistenza verso l’alto. Sono usate soprattutto negli spazi urbani con alberi di nuovo impianto, ma si possono integrare anche in giardini privati. Il costo è più alto, ma risolve il problema alla radice — è il caso di dirlo — invece di posticiparlo.

Lasciare una fascia libera intorno al fusto. La soluzione più semplice e più trascurata. I vivaisti la citano quasi sempre per prima, e non per comodità: uno spazio di terreno libero, anche di un metro di raggio, intorno al tronco riduce drasticamente la pressione sulle radici superficiali. Può essere coperto da pacciame, da ghiaia sciolta, da tappezzanti a radice bassa. Non è una resa all’albero: è dare a ogni cosa il suo spazio.

Si può agire sulla pavimentazione senza toccare le radici?

Sì, ed è spesso la strada più pratica per chi non vuole interventi invasivi sull’albero. Si rimuovono le lastre sollevate, si abbassa il fondo con cautela intorno alla radice — senza tagliarla — lasciando un leggero avvallamento che la ospiti, e si riposano le lastre lasciando una fuga leggermente più larga in quel punto. Con pavimentazioni a secco, su sabbia, questa operazione è alla portata di chiunque abbia un po’ di pazienza e gli attrezzi giusti.

Il risultato non è invisibile: ci sarà un punto dove le lastre non sono perfettamente allineate. Ma l’alternativa — tagliare, riasfaltare, ignorare — ha conseguenze peggiori, sia per l’albero sia per il portafoglio.

Quando è il momento giusto per intervenire?

Prima che il sollevamento diventi un rischio di inciampo o che la radice raggiunga fondamenta o tubature. Un piccolo spostamento di due o tre centimetri si gestisce facilmente; quando la lastra è inclinata di dieci centimetri e la radice ha già un diametro importante, le opzioni si riducono e i costi aumentano. Tenere d’occhio l’area intorno agli alberi a cadenza annuale è il modo più economico di non trovarsi a scegliere tra l’albero e il pavimento.

Posso tagliare da solo una radice che solleva una lastra?

Se la radice è sottile, lontana dal fusto e il taglio è netto e pulito, il rischio è basso. Se è vicina al tronco o ha un diametro rilevante, meglio chiedere a un arborista: non è una questione di bravura, ma di sapere quale radice stai tagliando e cosa regge.

Le barriere antiradice danneggiano l’albero?

Se installate correttamente, no. Deviano la crescita senza bloccarla: le radici trovano un’altra direzione. Il problema sorge se la barriera viene messa troppo vicino al fusto, ostacolando le radici strutturali. Per questo l’installazione va fatta da qualcuno che conosce la specie e sa dove posizionarla.

Vale la pena tenere un albero che continua a rovinare la pavimentazione?

Nella maggior parte dei casi sì, soprattutto se l’albero è maturo. Un albero grande ha un valore — estetico, climatico, di ombreggiamento — che non si recupera in vent’anni. La pavimentazione si aggiusta; un albero abbattuto non si sostituisce in tempi brevi. La domanda vera non è se tenerlo, ma come convivere meglio con lui.

Redazione Volter

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