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Surfinie e petunie a fine stagione: ecco cosa farne

📅 8 Settembre 2026✍️ di Redazione Volter⏱️ 5 min di lettura

Guardi il vaso sul balcone e la surfia o la petunia è ancora lì, magari un po’ allungata, con qualche fiore stanco e le foglie basse ingiallite. Non è morta, ma non è più quella di luglio. Arrivi a fine agosto o a settembre e non sai bene se aspettare, tagliare, concimare o semplicemente lasciar perdere. La risposta dipende da cosa vuoi ottenere — e da dove abiti.

Il punto principale è questo: surfinie e petunie sono perenni nelle zone di origine, ma da noi si comportano quasi sempre da annuali perché non sopravvivono al freddo invernale all’aperto. Questo cambia tutto il ragionamento su cosa farne a fine stagione. Non stai gestendo una pianta che “riposa” come un bulbo: stai decidendo se e come portarla all’anno prossimo, sapendo che ci vuole un minimo di impegno.

La pianta è ancora fiorita: la lascio o la taglio?

Se i fiori ci sono ancora e le temperature notturne non sono scese sotto i dieci gradi, lasciala stare. Non c’è nessun motivo di anticipare la fine. Continua a innaffiare con regolarità — in vaso il substrato si asciuga in fretta anche in settembre — e rimuovi i fiori appassiti uno per uno, senza aspettare che cadano da soli. I vivaisti chiamano questa operazione “deadheading” e la fanno sistematicamente non per estetica ma perché la pianta, se produce seme, rallenta la fioritura: togliere il fiore morto la spinge a produrne uno nuovo.

Il concime in questa fase va sospeso o ridotto al minimo. A fine stagione stimolare la crescita vegetativa non ha senso: la pianta non ha abbastanza tempo per sfruttarla e si indebolisce per niente.

Come si fa a prendere le talee e perché conviene

Se vuoi tenere la varietà che hai — specie se è una surfia con un colore particolare che avevi scelto — la talea è il metodo più usato. Non è complicato, ma va fatto nel momento giusto: a fine agosto o nella prima metà di settembre, finché la pianta è ancora attiva e le temperature sono miti.

Si prende un rametto apicale lungo una decina di centimetri, si eliminano le foglie basse lasciando solo due o tre in cima, e si mette in un vasetto con del terriccio leggero o della perlite. L’importante è che il taglio sia sotto un nodo — il punto da cui escono le foglie — perché lì si formano le radici. Si tiene umido ma non bagnato e lontano dal sole diretto per le prime settimane.

Le radici escono in tre o quattro settimane se le temperature restano attorno ai quindici-venti gradi. A quel punto la talea si può spostare in un vaso leggermente più grande e tenere in casa in un posto luminoso per tutto l’inverno. Non darà grandi soddisfazioni nei mesi freddi — crescerà lentamente e quasi non fiorirà — ma arriva alla primavera e in aprile puoi rimetterla fuori.

È un lavoro in più rispetto a comprare piante nuove in primavera, ma ha senso farlo se la varietà ti piace davvero o se vuoi moltiplicarla: da una pianta madre si possono prendere più talee contemporaneamente.

Posso tenere la pianta intera in casa per l’inverno?

In teoria sì, in pratica dipende da quanto spazio e luce hai. Surfinie e petunie in casa d’inverno diventano spesso piante lunghe, legnose e poco soddisfacenti, che occupano un davanzale e non fioriscono quasi per niente. Non è un fallimento: è la loro risposta normale alla luce ridotta dei mesi invernali.

Se decidi di tenerla, prima di portarla in casa fai un taglio drastico — anche a un terzo dell’altezza originale — e controlla bene che non ci siano parassiti nascosti sotto le foglie o tra i rametti. Gli acari e gli afidi che in estate magari non si notavano, in casa trovano condizioni ideali e si moltiplicano velocemente.

Il vaso deve stare vicino alla finestra più luminosa che hai, meglio se esposta a sud o a ovest. L’innaffiatura in inverno va drasticamente ridotta: la pianta è quasi ferma e un substrato costantemente umido in questa fase porta al marciume radicale più che a qualsiasi altro problema.

Quando ha più senso buttare tutto e ricominciare in primavera

Non c’è nulla di sbagliato nel lasciare che la stagione finisca e comprare piante nuove ad aprile. I vivai selezionano ogni anno varietà con fioritura più lunga, più resistenti alle malattie o con portamento più compatto: non è detto che la pianta che hai adesso sia la migliore che puoi trovare il prossimo anno.

Se la pianta è già visibilmente deteriorata — fusto legnoso e spoglio nella parte bassa, foglie con macchie o puntini sospetti, fioritura quasi assente — non vale la pena portarla avanti. L’energia che ci metteresti a tenerla in vita per sei mesi probabilmente non ripaga il risultato. In questo caso il gesto più utile è svuotare il vaso, rinnovare il terriccio in primavera e partire da zero.

Una cosa che i vivaisti fanno quasi sempre, e che ha una sua logica: anche quando tengono le talee, non conservano mai la pianta madre intera. Occuperebbe spazio, richiederebbe cure e darebbe risultati peggiori delle talee giovani. Il materiale giovane si radica meglio, cresce più vigoroso e fiorisce prima.

Il vaso dopo: cosa fare con il terriccio vecchio

Quando svuoti il vaso a fine stagione, non rimettere lo stesso terriccio l’anno prossimo. Dopo una stagione intensa il substrato è esaurito dal punto di vista nutritivo e spesso ha una struttura peggiore — più compatto, meno drenante. Puoi usarlo in giardino come ammendante, se ce l’hai, ma in vaso è meglio partire con del fresco.

Lava anche il vaso prima di conservarlo: i residui di terriccio possono ospitare spore di funghi o uova di parassiti che si ritrovano poi nella stagione successiva.

Posso fare le talee anche a ottobre?

Tecnicamente sì, ma il risultato è meno affidabile. A ottobre le temperature calano e la pianta rallenta: le radici impiegano più tempo a formarsi e il rischio che la talea marcia prima di radicarsi aumenta. Meglio farlo entro la prima metà di settembre.

La surfia e la petunia si trattano allo stesso modo?

Quasi. La surfia è un ibrido di petunia a portamento ricadente e si comporta in modo molto simile. La differenza principale è che la surfia tende a essere più vigorosa e legnosa: le talee funzionano ugualmente, ma il taglio di rinnovo può essere anche più deciso.

Se la lascio fuori fino alle prime gelate, si rovina definitivamente?

Una notte sotto zero la danneggia in modo irreversibile: le foglie si afflosciano e anneriscono, e la pianta non si riprende. Se vuoi prendere le talee o portarla in casa, non aspettare l’ultimo momento. Le previsioni del tempo di fine settembre e ottobre sono il riferimento da tenere d’occhio.

Redazione Volter

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