HomePiante e Giardino › A settembre alcune talee attecchiscono quasi da sole: ecco l’elenco
Piante e Giardino

A settembre alcune talee attecchiscono quasi da sole: ecco l’elenco

📅 24 Agosto 2026✍️ di Redazione Volter⏱️ 5 min di lettura

Hai una pianta che ti piace e vorresti moltiplicarla, oppure hai sentito che settembre è il mese giusto per le talee e non sai da dove cominciare. Il punto è questo: non tutte le piante si tagliano nello stesso momento, e settembre non è un mese neutro — è specifico. Il caldo ha fatto il suo lavoro sui rami nati in primavera, li ha resi più consistenti, e le notti che cominciano a rinfrescare abbassano lo stress che di solito fa seccare una talea prima ancora che radichi. È una finestra concreta, non una convenzione del calendario.

Le piante che in settembre partono con più facilità sono quelle a legno semi-maturo: rosmarino, lavanda, salvia, pittosporo, eleagno, abelia, buddleia e la maggior parte delle piante grasse crassulacee. Sono piante che hanno completato la crescita estiva ma non hanno ancora mandato tutto in riposo. Il ramo è abbastanza rigido da non appassire subito, abbastanza giovane da produrre radici in tempi ragionevoli. Poi ci sono le piante che invece è meglio non toccare adesso — e capire perché vale quanto sapere quelle che funzionano.

Perché il legno semi-maturo è diverso dal legno verde o dal legno duro?

È una distinzione che i vivaisti usano ogni giorno, e non è tecnicismo: cambia proprio come si comporta la talea. Il legno verde — i rami di maggio e giugno — è pieno d’acqua e si piega facilmente. Tagliane una parte a fine estate e appassisce prima di fare una radice. Il legno duro — i rami di uno o due anni — è robusto, ma radicano lentamente e spesso richiedono un ambiente controllato per mesi. Il legno semi-maturo di settembre sta nel mezzo: ha abbastanza struttura per resistere, abbastanza vitalità per reagire al taglio producendo radici. È per questo che i vivai professionali concentrano molte loro moltiplicazioni proprio in questo periodo.

Come si fa concretamente una talea a settembre?

Il principio base è lo stesso per quasi tutte le piante legnose: si prende un ramo laterale dell’anno, lungo una decina di centimetri, si elimina il fogliame nella metà inferiore per non disperdere acqua, si recide di netto appena sotto un nodo e si inserisce in un substrato che dreni bene — non terra da giardino, che trattiene troppa umidità e favorisce i marciumi.

I vivaisti usano miscele di sabbia grossolana e torba, o perlite, e non è per comodità: il substrato leggero lascia passare l’aria intorno al punto di taglio, e le radici avventizie si formano proprio lì. A casa puoi usare un mix di sabbia da costruzione e terriccio universale, metà e metà. L’ormone radicante in polvere o gel aiuta, soprattutto sulle piante più difficili come la lavanda, ma non è indispensabile su rosmarino e salvia.

Dopo aver inserito la talea, tienila in un posto luminoso ma senza sole diretto: il sole diretto in settembre è ancora abbastanza forte da bruciare foglie che non possono compensare perché non hanno ancora radici. Un balcone esposto a est o un angolo sotto una tettoia va bene. Nebulizza le foglie se le giornate restano calde.

Quali piante da balcone o da giardino conviene provare adesso?

Alcune rispondono in modo quasi prevedibile, altre sono più capricciose. Ecco una distinzione onesta:

  • Rosmarino e salvia: tra le talee più facili di settembre. Basta un po’ di cura nei primi giorni e quasi sempre partono.
  • Lavanda: funziona bene, ma vuole un substrato molto drenante e non perdona i ristagni. Se l’hai già persa in passato, il problema era probabilmente lì.
  • Pittosporo e eleagno: siepi molto comuni che si moltiplicano bene proprio a legno semi-maturo. Utile se vuoi infittire una siepe esistente senza spendere.
  • Abelia e buddleia: rispondono bene, crescono veloci e recuperano il tempo perso in primavera senza problemi.
  • Piante grasse crassulacee (Sedum, Echeveria, Crassula): bastano le foglie, in molti casi. Stacca una foglia sana, adagiala sul substrato asciutto, non annaffiarla subito. Le radici escono da sole in poche settimane.

Quali piante è meglio non toccare adesso?

Le rose si tagliano meglio in autunno inoltrato o in inverno, quando sono in riposo. Farle a settembre non è impossibile, ma il tasso di riuscita è più basso e non vale lo sforzo. Le piante da frutto — vite esclusa — rispondono meglio con il legno duro a gennaio. Le piante tropicali da interno come il ficus o il pothos preferiscono la talea in primavera, quando la luce ricomincia a crescere. Settembre per loro è già una stagione in discesa.

Anche l’ortensia merita un discorso a parte: si può fare, ma i risultati in settembre sono irregolari. Chi vuole moltiplicare l’ortensia con più sicurezza aspetta la fine dell’estate dell’anno successivo, quando la pianta ha fatto un ciclo completo.

Dove mettere le talee durante l’inverno?

Questo è il punto che fa fallire molte talee di settembre: si parte bene e poi si lascia il vasetto fuori durante le prime gelate. Le talee non hanno ancora un apparato radicale abbastanza forte per sostenere uno sbalzo termico importante. Non serve una serra: basta un riparo — un balcone coperto, un sottoscala con un po’ di luce, un davanzale interno. L’obiettivo è tenerle al riparo dal gelo e dall’umidità stagnante, non necessariamente al caldo.

Le talee di piante mediterranee rustiche come rosmarino e lavanda resistono meglio al freddo, ma anche loro, da giovani e senza radici consolidate, sono più vulnerabili di quanto sembri. I vivaisti le tengono in tunnel freddi ma riparati per tutto l’inverno, e le mettono in campo solo in primavera.


Quanto tempo ci vuole prima che una talea faccia radici?

Dipende dalla pianta, ma nella maggior parte dei casi tra tre e otto settimane. Puoi controllare tirando delicatamente la talea: se oppone resistenza, le radici ci sono. Se viene su senza sforzo, aspetta ancora.

Si può fare una talea senza ormone radicante?

Sì, per molte piante comuni come rosmarino, salvia e piante grasse. L’ormone accelera il processo e migliora la percentuale di riuscita, ma non è indispensabile. Su piante più difficili, come la lavanda o le piante legnose ornamentali, fa una differenza concreta.

Posso tenere le talee in un bicchiere d’acqua invece che nel substrato?

Per alcune piante erbacee o tropicali sì. Per le piante legnose e mediterranee di cui si parla in questo articolo no: le radici che si formano in acqua sono diverse da quelle che crescono nel substrato e spesso non reggono il trapianto. Meglio partire direttamente con il terriccio.

Redazione Volter

Redazione del sito.