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I gerani resistono fino a dicembre, ma tutto si decide ora: ecco come prepararli

📅 24 Agosto 2026✍️ di Redazione Volter⏱️ 5 min di lettura

I gerani sul vostro balcone stanno ancora fiorendo, magari meno di luglio, ma tengono. È proprio questo il momento in cui la maggior parte delle persone non fa nulla — e sbaglia. Tra agosto e settembre la pianta sta già cambiando passo: rallenta, smette di investire nei fiori e comincia a pensare a sé stessa. Se la lasciate andare senza intervenire, arriverà alle prime notti fredde già esaurita, con le radici affaticate e le riserve consumate. Farla passare l’inverno in quelle condizioni è difficile.

Il punto è questo: i gerani (pelargoni, tecnicamente, ma il nome non cambia nulla per chi li cura) sono piante perenni che in Italia vengono trattate quasi sempre come annuali. Non devono esserlo. Con qualche intervento fatto nel momento giusto — che è adesso, non a novembre — potete tenerli da un anno all’altro senza ricomprarli ogni primavera. Quello che segue è il metodo che si usa nei vivai per conservare le piante madre da cui si fanno le talee.

Quando smettere di concimarli?

La concimazione è la prima cosa da rivedere. Se state ancora usando un fertilizzante ricco di azoto, il tipo che stimola la crescita e i fiori nuovi, è il momento di smettere o quantomeno di cambiare. L’azoto spinge la pianta a produrre foglie e steli teneri, che in autunno diventano un problema: sono i primi a soffrire il freddo e i primi ad ammalarsi.

I vivaisti, a fine estate, scalano i fertilizzanti equilibrati e in alcuni casi passano a formulazioni con più potassio e meno azoto, oppure smettono del tutto di concimare verso fine settembre. Il potassio aiuta la pianta a “indurire” i tessuti — è una semplificazione, ma rende l’idea. Non è una questione di marca o di prodotto specifico: è una logica che potete applicare con quello che avete già in casa, riducendo semplicemente le dosi e la frequenza.

Tagliare o non tagliare? La risposta dipende dalla pianta che avete davanti

Il taglio di fine estate è uno degli interventi su cui si trovano le opinioni più contraddittorie. La regola generale è: tagliate, ma non adesso tutto insieme, e guardate prima la pianta.

Se i vostri gerani hanno steli lunghi, legnosi alla base e pochi fiori in cima, una potatura decisa ha senso. Si accorciano gli steli fino a un nodo sano, si eliminano i rami secchi e quelli che si incrociano, e si lascia una struttura compatta. Una pianta compatta perde meno acqua, è meno esposta al vento e occupa meno spazio se dovete spostarla al coperto.

Se invece la pianta è ancora folta e sta fiorendo, aspettate ancora qualche settimana prima di tagliare pesante. Nel frattempo eliminate almeno i fiori appassiti e i gambi dei fiori già sfioriti — questo si chiama deadheading e non è un’operazione estetica: impedisce alla pianta di investire energia nel seme invece che nelle radici.

Quello che non si deve fare è tagliare drasticamente a ottobre inoltrato, con le temperature già basse. La pianta non ha il tempo di cicatrizzare bene i tagli e i punti di taglio freschi diventano una porta per muffe e marciumi.

L’acqua: il problema che nessuno sospetta

I gerani soffrono più l’acqua in eccesso che la siccità. D’estate questo viene perdonato perché il caldo evapora in fretta; a fine estate no. Le giornate si accorciano, le temperature scendono, il substrato nel vaso rimane bagnato molto più a lungo.

Se il vostro vaso non ha un foro di scolo libero, questo è il momento di controllarlo. Un foro ostruito in autunno significa radici che stanno in acqua stagnante per giorni, e i gerani in quelle condizioni marciscono dal basso senza dare segnali evidenti in superficie finché non è troppo tardi.

Riducete gli interventi d’acqua rispetto all’estate: lasciate che il primo centimetro o due di substrato si asciughino prima di bagnare di nuovo. Non è una regola con numeri precisi — dipende dall’esposizione, dal materiale del vaso, dal clima della vostra zona — ma è il criterio giusto.

Dove metterli quando fa freddo?

I pelargoni non sono piante da interno, ma non sopportano il gelo. Sotto i tre o quattro gradi cominciano a soffrire; sotto zero si danneggiano in modo irreversibile in poche ore.

Se avete una veranda non riscaldata, un garage con finestra o un vano scala luminoso, sono posti adatti per svernare i gerani. Non cercate il caldo: cercate la luce e l’assenza di gelo. Una pianta tenuta troppo calda in inverno ricomincia a vegetare fuori stagione, poi esce a febbraio impreparata.

Se vivete in una zona a clima mite — alcune zone costiere, microclimi urbani — e i vostri vasi sono riparati da un muro o da una tettoia, potreste lasciarli fuori anche d’inverno. Ma è una valutazione che dipende da dove siete, non una regola generale.

Vale la pena fare le talee adesso?

Sì, e questo è uno degli interventi che i vivaisti fanno sistematicamente a fine estate. Si prende un rametto sano lungo una decina di centimetri, si eliminano le foglie basse, si lascia asciugare il taglio per un’ora o due e poi si mette in un vasetto con substrato leggero o anche solo terriccio universale. Non serve il radicante, anche se aiuta.

Le talee fatte tra fine agosto e settembre attecchiscono bene perché la temperatura è ancora favorevole. Avrete piante giovani e vigorose pronte per la primavera, anche se la pianta madre non dovesse superare l’inverno. È una polizza assicurativa che costa niente.

È normale che i gerani perdano foglie basse a fine estate?

Sì. È un comportamento normale: la pianta elimina le foglie più vecchie quando rallenta la crescita. Se le foglie che cadono sono gialle e secche, non preoccupatevi. Se sono molli, scure o con macchie, controllate che le radici non siano in un substrato sempre bagnato.

Posso lasciare il geranio fuori tutto l’inverno se lo copro con un telo?

Dipende da dove siete. Un telo protegge dal gelo leggero e dalla brina, non da temperature che scendono stabilmente sotto zero per più notti. Se nella vostra zona questo succede, il telo non basta e la pianta va spostata.

I gerani che hanno smesso di fiorire sono da buttare?

No. Un geranio che non fiorisce a fine estate sta spesso solo rallentando, come deve fare. Controllate che la pianta non abbia parassiti visibili (afidi sotto le foglie, cocciniglie sugli steli), riducete l’acqua e aspettate la primavera prima di darla per persa.

Redazione Volter

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