L’isola di plastica

A cura della classe 1SA (2020-21)

Quest’anno nell’ambito del progetto d’Istituto “Volterra Sostenibile” abbiamo analizzato il problema della plastica nel mare, facendo una ricerca specifica sull’esistenza della famigerata “ISOLA DI PLASTICA”; conoscendo le microplastiche abbiamo visto come esse possano impattare negativamente sulla biodiversità e sugli ecosistemi marini. La riflessione che più ci ha coinvolti in termini di sviluppo sostenibile riguarda ciò che noi possiamo fare nella quotidianità per preservare il pianeta in tutta la sua ricchezza e diversità.

Il link rimanda al nostro lavoro        L’Isola di Plastica

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Il Pacific Trash Vortex

A cura della Classe 1E (2020-21)

Il Great Pacific Garbage Patch, o Pacific Trash Vortex è situato tra il Giappone e le Hawaii, è l’accumulo più grande di tutti i mari, secondo uno studio scientifico si ritiene che l’isola di plastica nel Pacifico sia come un continente di rifiuti in costante crescita. Misura circa 1,6 milioni di km² e contiene circa 80.000 tonnellate di rifiuti. Per dare un’idea delle sue dimensioni, la superficie di questa isola di plastica è stata paragonata a oltre tre volte quella della Francia. Nonostante le sue dimensioni, più del 90% è costituita da minuscoli frammenti.

Isola di plastica (UDA – Classe 1E)

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. (Socrate)

di Alice B., Leandro L. e Silvia P.   (Classe 3C – 2020/21)

Salve a tutti, in questo articolo vorremmo parlarvi della nostra esperienza intrapresa nel corso di storia e filosofia, durante la didattica a distanza, che consisteva nel produrre un materiale multimediale di qualsiasi genere (video, power point, jam board, …) riguardante le epidemie nella storia dell’essere umano. L’idea è nata dopo aver affrontato la crisi del 1300 nel nostro percorso scolastico; inoltre, data la situazione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ci è sembrato opportuno paragonare al Covid-19 le più importanti pestilenze che si sono abbattute sulle diverse realtà.

I tre progetti che vi presentiamo sono molto differenti l’uno dall’altro e sebbene i programmi e le modalità di realizzazione siano altrettanto discordanti, l’impegno e la nostra dedizione hanno reso l’intero lavoro omogeneo e armonico. Descrivendo l’attività nel dettaglio, abbiamo dato libero sfogo alla nostra fantasia, giocando con tematiche, collegamenti e sistemi di ogni genere per produrre un elaborato che risultasse esplicativo e divertente.

Al momento dell’assegnazione abbiamo ricevuto preziosi consigli dall’insegnante, che ci ha oltretutto fornito materiali e link a siti inerenti alla nostra ricerca; ci siamo immedesimati nei panni di giovani giornalisti e talvolta registi, alla ricerca di informazioni da tutte le fonti attendibili a nostra disposizione.

Il primo video (Epidemie nella Storia) è stato realizzato seguendo diversi step: innanzitutto è stato sviluppato un testo in bozza per la registrazione audio, secondariamente prodotta con microfono Agptek e accompagnata da un video descrittivo eseguito con la fotocamera Nikon d7000, dopo l’installazione di un set apposito per fornire la migliore qualità possibile. Per il montaggio finale è stato utilizzato DaVinci Resolve, un software per la correzione del colore e l’editing video non lineare per macOS, Windows e Linux, originariamente sviluppata da Vinci Systems e ora sviluppata da Blackmagic Design, dopo la sua acquisizione nel 2009.

Per creare le pagine di giornale (Letteratura e Pandemie), invece, il percorso di ideazione è stato diviso in tre parti: indagine e ricerca delle fonti, sviluppo dei diversi articoli, selezione e montaggio del prodotto.

La documentazione è stata fatta grazie ad un’accurata consultazione dei materiali precedentemente forniti dalla docente, ma non solo: abbiamo avuto la possibilità di cercare informazioni sul web e sui personali libri di testo. Successivamente la produzione degli articoli (operazione risultata tra le più impegnative) è stata possibile grazie a Google documenti, una funzione programmatica di Google Drive che permette agli utenti di elaborare testi, fogli elettronici, presentazioni e sondaggi.

L’assemblaggio finale è stato prodotto tramite Microsoft Word, un programma di videoscrittura prodotto da Microsoft, distribuito con licenza commerciale, parte della suite di software di produttività personale Microsoft Office, disponibile per i sistemi operativi Windows e macOS.

Il terzo prodotto multimediale è un video (L’impatto psicologico e le dinamiche sociali provocati dalle pandemie dal ‘300 a oggi) montaggio di foto, video, e slide schematiche, accompagnati dalla voce registrata direttamente dal microfono di un Iphone 11.

In primo luogo, è stata effettuata un’accurata ricerca e selezione tra la massiva quantità di siti web online, con l’obiettivo di vertere il tema del progetto a un aspetto psicologico/sociale riguardante le pandemie.

In secondo luogo, sono state scelte con cura le immagini e clip, su Google, talvolta Youtube e addirittura attraverso il social Pinterest, e montate insieme con l’utilizzo dell’applicazione per PC e mobile Videoleap, disponibile per iOS. Grazie alle funzioni premium dello stesso programma, la voce è stata inserita nel video e, infine, sono state aggiunte delle parole (è presente una vasta gamma di stili e font) o piccoli schemi in riferimento e in corrispondenza del discorso che prosegue.

Infine, attraverso la piattaforma GSuite, attivata dal nostro istituto sin dall’inizio dello scoppio epidemico, ci è stata data la possibilità di condividere il nostro lavoro con il docente e ricevere un’adeguata valutazione secondo le modalità di Google Classroom.

 

 

Covid 19: la comunicazione conta come le mascherine

di Federica F. (classe 3^E)

La comunicazione: arma contro il Covid-19

Le novità di questa pandemia o crisi (dove la dimensione mediatica è molto evoluta) sono state la comunicazione e la collaborazione tra scienziati, che si sono rivelate  fondamentali affinché si trovassero cure e informazioni inerenti al virus. Poter assemblare tutte le loro conoscenze è stato un elemento essenziale che ci ha portato, dopo solo un anno dall’inizio della pandemia, a scoprire un vaccino. 

La sfida che ancora oggi dobbiamo affrontare è comunicare l’incertezza e la complessità alla popolazione. E’ importante ricordare che il Covid-19 è un virus sconosciuto e astruso. Si palesa quindi la necessità di trasmettere informazioni mediche attraverso persone qualificate come i sociologi, che grazie alle loro conoscenze, permettono un passaggio di informazioni senza creare paura nel lettore. 

Come quanto detto in precedenza, il Covid-19 è virus recente, di conseguenza è facile che gli scienziati cambino le loro tesi sulla base di nuove scoperte mediche. La falsa credenza ormai molto diffusa che la verità scientifica è chiara e immutabile, è dunque errata. Qualsiasi tesi sviluppata infatti deve essere verificata un certo numero di volte, con dati pressoché immutati, per potersi definire vera. Se così fosse, si potrebbe procedere con gli studi. (continua nell’articolo allegato)

Covid 19_ la comunicazione conta come le mascherine_ (1)